Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali

È un progetto europeo coordinato dalla Wageningen University e di cui l'UCSC è partner. MINDSTEP mira a migliorare l'utilizzo dei dati disponibili relativi al settore agro-alimentare e a sviluppare modelli decisionali individuali. MINDSTEP adotta un approccio integrato considerando simultaneamente diversi aspetti e fornendo applicazioni in diverse aree di studio. I modelli decisionali individuali saranno stimati e calibrati utilizzando le statistiche agricole e grandi banche date. La stima e la calibrazione sarà effettuata attraverso tecniche econometriche e di machine learning e i modelli comprenderanno sia modelli di ottimizzazione che modelli derivanti dall'economia comportamentale. Il referente del gruppo dell'UCSC è il prof. Paolo Sckokai.

È un progetto coordinato dalla Wageningen University e di cui l'UCSC è partner. Il progetto mira innanzitutto a migliorare le banche dati esistenti impiegate per misurare la bioeconomia. Inoltre, BioMonitor svilupperà strategie e strumenti per valorizzare prodotti innovativi e rafforzare i settori della bioeconomia. Il miglioramento delle banche dati garantirà anche lo sviluppo di nuovi modelli finalizzati a guidare le imprese e gli organi governativi a strategie di lungo termine. Infine, sarà sviluppata una piattaforma per il coinvolgimento degli stakeholder e per testare e disseminare i risultati derivati dal miglioramento delle banche dati e dai nuovi modelli sviluppati a partire da queste. La piattaforma sarà di supporto alla formulazione di strategie e politiche indirizzate alla bioeconomia con l'obiettivo di perseguire simultaneamente obiettivi economici, ambientali e sociali in accordo con il Piano di Azione e con la Strategia sulla Bioeconomia formulati dalla Commissione Europea. Il referente del gruppo dell'UCSC è il prof. Claudio Soregaroli.

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Il progetto dimostrativo EU-BBI GRACE è un progetto europeo da 15 milioni di euro, che mira a ottimizzare il valore delle filiere produttive del miscanto e della canapa. Il partenariato è composto da 22 partner provenienti da università, aziende agricole e industrie. Il progetto è coordinato dall'Università di Hohenheim a Stoccarda (Germania). GRACE è finanziato dall'Iniziativa "Bio-based Industries" (BBI JU), una partnership pubblico-privato tra l'Unione Europea e il "Bio-based Industries Consortium" (BIC). Il gruppo di ricerca del prof. Stefano Amaducci partecipa al progetto GRACE. Gli obiettivi del progetto sono la produzione di prodotti sostenibili con un forte potenziale di mercato, per garantire un approvvigionamento affidabile e conveniente di biomassa prodotta in modo sostenibile e per collegare meglio i produttori di biomassa con l'industria di trasformazione.

Al fine di evitare la competizione con i prodotti alimentari, il miscanto e la canapa vengono coltivati ??in terreni marginali, che sono aree che sono state inquinate ad esempio da metalli pesanti o non sono interessanti per la produzione alimentare a causa di rese inferiori. In particolare, l'Università Cattolica conduce una serie di prove sperimentali con l'obiettivo di dimostrare:

  1. la fattibilità della coltivazione di canapa e miscanto specifiche destinazioni d'uso;
  2. l'adattamento dei genotipi ottenuti a condizioni di coltivazione marginali.

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Esplorare opzioni di gestione irrigua sostenibile del riso alternative alla sommersione tradizionale, al fine di ridurre il consumo idrico e l’impatto ambientale ed estendere la coltivazione del riso in nuove aree. Casi di studio saranno condotti in aziende pilota ubicate nei paesi coinvolti nel progetto e i risultati estrapolati verranno trasferiti a scala di bacino irriguo per supportare decisioni e politiche relative alla gestione idrica.

Il Progetto, coordinato a livello Europeo dal Prof. Vittorio Rossi del DIPROVES, punta a sviluppare nuovi sistemi colturali mirati all'incremento della biodiversità vegetale e funzionale all'interno (con colture di copertura) e intorno (margini, macchie di vegetazione, bordi) al vigneto biologico. Una maggiore biodiversità in vigneto può contribuire al controllo dei patogeni, che è il compito più importante e difficile per la viticoltura biologica. A tal scopo durante il progetto saranno identificate e selezionate specie vegetali, che saranno poi testate per la loro abilità nel controllare gli artropodi dannosi, aumentare quelli utili, controllare i patogeni del suolo (oomiceti, funghi, nematodi), favorire l'insediamento di micorrize e controllare i patogeni fogliari.

http://www.biovine.eu/

L'obiettivo del progetto è di migliorare l'implementazione di politiche regionali indirizzate a supportare l'innovazione al fine di creare filiere alimentari sostenibili nelle cinque regioni partecipanti: Flevoland (NL), Plovdiv/Sofia (BG), Emilia-Romagna (IT), Maramures (RO) and Greater Manchester (UK). Queste cinque regioni sono caratterizzate dall'avere importanti filiera alimentari che forniscono benefici economici e sociali ai cittadini. FoodChains 4 Europe si concentra su un'innovazione della filiera alimentare che si connota per caratteri di sostenibilità ambientale e sociale attraverso un miglioramento nell'accesso a cibi di alta qualità. Il progetto aiuta le imprese del settore alimentare nello sviluppare tali innovazioni sia per quanto riguarda gli aspetti finanziari sia per gli aspetti tecnologici. Il referente del gruppo dell'UCSC è il prof. Gabriele Canali.

https://www.interregeurope.eu/foodchains4eu/

Il progetto WaterProtect ha lo scopo di contribuire alla realizzazione e all'implementazione delle migliori pratiche di gestione e misure di mitigazione per la protezione delle risorse idriche. In particolare, si propone di determinare il reale contributo dei vigneti sulla contaminazione generale delle acque di falda da parte di pesticidi e nitrati nell'area della Val Tidone. Il progetto, inoltre, punta a creare un approccio multi- actor integrativo basato sull'innovazione della governance dell'acqua e sul monitoraggio condiviso.

Il progetto, coordinato dal Professor Vincent Placet dell’Université de Franche-Comté (FR), ha come obiettivo lo sviluppo di biomateriali riciclabili e/o biodegradabili a partire da risorse rinnovabili (biopolimeri e fibre naturali). Il gruppo di ricerca del prof. Stefano Amducci partecipa al progetto GRACE. Lo scopo principale è, non solo sostituire i materiali convenzionali basati su fonti di energia fossile, ma di sviluppare bio-materiali con proprietà e funzionalità superiori rispetto a questi. Il progetto, dedicato allo sviluppo di bio-materiali per applicazioni nei settori aereospaziale, automobilistico e dell’acustica e dell’elettronica, creerà nuovi possibili utilizzi dei bio-materiali in applicazioni semi-strutturali e funzionali ed il relativo sviluppo di applicazioni ad alto valore aggiunto.

https://www.ssuchy.eu/

Il progetto “IMAGE - Innovative Management of Animal Genetic Resources” è finanziato dal Horizon 2020 Research and Innovation Programme dell'Unione europea. L'obiettivo di IMAGE è di incrementare l'utilizzo e migliorare la gestione delle banche genetiche animali, e di dimostrare i benefici da esse forniti. Le bio-banche rappresentano, infatti, fonti di variabilità genetica importanti per garantire l'adattabilità delle specie domestiche e la loro capacità di produrre cibo anche in circostanze mutevoli. Pertanto, le banche genetiche devono essere maggiormente valorizzate e sfruttate nei piani di riproduzione per affrontare l'adattamento ai cambiamenti climatici, rispondere a imprevisti cambiamenti del mercato e incrementare la resilienza del settore allevatoriale, aumentando il range di diversità disponibile per gli allevatori. Per raggiungere questi scopi, IMAGE svilupperà metodologie genomiche, biotecnologie e strumenti bioinformatici per migliorare la conoscenza e l'utilizzo delle risorse genetiche animali.

http://imageh2020.eu/

OchraVine Control è un progetto inquadrato nell’azione Marie Sklodowska-Curie Actions Research and Innovation Exchange (RISE) che coinvolge 8 partner di 4 paesi europei (Francia, Grecia, Italia, Regno Unito), con background scientifici e tecnici diversi, provenienti dal mondo accademico e dalle piccole e medie imprese. Il progetto vede coinvolta la Prof.ssa Paola Battilani. L'esecuzione del progetto e la condivisione delle conoscenze sono basate su “scambi” di ricercatori e operatori tra università e imprese, con un meccanismo di ritorno integrato che rafforza la ricerca collaborativa tra i diversi paesi e settori. Questo progetto ha l’obiettivo di sviluppare un sistema di supporto alle decisioni, basato sulla gestione integrata nel pre- e nel post-raccolta per controllare le contaminazioni da Aspergillus e ocratossina nell’uva e nei prodotti derivati, in particolare vino e uva passita.

http://www.ochravine.eu/

MycoKey è un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma quadro Horizon 2020, Societal challenge 2 “Food security, sustainable agriculture and forestry, marine, maritime and inland water research and the bioeconomy challenge” e vede coinvolti la Prof.ssa Paola Battilani e il Prof. Adriano Marocco.
Il progetto Mycokey mira a fornire entro il 2019 la prima soluzione ICT per gestire la contaminazione da micotossine lungo la filiera agro-alimentare, utilizzando un approccio olistico e sostenibile. In passato, sono state sviluppate diverse strategie per ridurre il rischio di contaminazione da micotossine lungo la filiera agro-alimentare, tuttavia l'applicazione dei risultati della ricerca incontra ancora difficoltà. Per superare questo problema, MycoKey integrerà le azioni chiave innovative provenienti dalla ricerca in una soluzione informatica (App) user friendly ed economica, in grado di fornire informazioni in tempo reale e suggerimenti per la gestione del rischio micotossine in campo, ai vari stakeholders della filiera. Inoltre, il progetto si focalizzerà sulla ricerca di nuovi strumenti di prevenzione, monitoraggio e previsione della contaminazione lungo le filiere produttive. Importanti sono i numeri del progetto per una durata di 4 anni: un Consorzio di 32 partner tra imprese, enti di ricerca, università ed associazioni di 14 paesi (Italia, Belgio, Olanda, Finlandia, Francia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Romania, Serbia, Turchia, Cina, Argentina, Nigeria); 300 ricercatori coinvolti, attraverso attività e metodologie scientifiche all’avanguardia, che saranno supportati da 19 esperti e 5 advisor internazionali. Nel network di supporto si annoverano inoltre le 7 principali società scientifiche internazionali e 19 tra le più importanti imprese ed associazioni di produttori e consumatori europee.

http://www.mycokey.eu/

Il Progetto VITISUST coinvolge l'Area Protezione sostenibile delle piante e degli alimenti e nel complesso mira a: a) sviluppare e calibrare un nuovo modello per l’escoriosi della vite (Phomopsis cane and leaf spot disease, PCLS), malattia diffusa in Montenegro e di crescente importanza in Italia; b) includere il modello PCLS in un sistema di supporto alle decisioni (Decision Support System, DSS); c) validare il DSS in aree di produzione viticola in Montenegro e Italia per supportare gli agricoltori nell’allinearsi con i requisiti della protezione integrata delle colture (Integrated Pest Management, IPM). Le attività del progetto saranno articolate in 4 work packages (WPs):
WP1: sviluppo del modello per PCLS, in cui sarà svolta la ricerca per lo sviluppo di un modello meccanicistico e dinamico per le specie fungine che causano la malattia e in grado di fornire un supporto alle decisioni per il controllo della malattia in campo sulla base dei principi dell’IPM.
WP2: validazione, in cui sono previste prove in vigneto in entrambi i Paesi per la raccolta dei dati necessari alla validazione del Sistema di supporto alle decisioni in Italia e Montenegro e le opportune analisi statistiche.
WP3: disseminazione, volta a comunicare lo scopo, la struttura, le attività e i risultati del progetto;
WP4: management, coordinamento e monitoraggio del progetto.
VITISUST è un progetto di Grande Rilevanza finanziato nell’ambito del bando 'Italy – Montenegro Joint Science And Technology Cooperation’ nell’area Agriculture and Food Sciences. Il progetto vede la collaborazione di ricercatori italiani e montenegrini, finanziati dai Ministeri competenti dei rispettivi Governi. Anche Horta srl sostiene la realizzazione del progetto.

https://dipartimenti.unicatt.it/diproves-progetti-di-ricerca-vitisust