Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Scienze della Formazione

Il senso dell’altro ha un duplice accezione: il significato che riconosciamo – o che diamo - all’altro e alla sua presenza, ma anche il sentire dell’altro, il modo in cui questi percepisce e ci percepisce.

Ogni persona si presenta sempre come un territorio non pienamente disponibile al nostro sguardo: occorre che si riveli per conoscerla. Inoltre, qualunque relazione, e in modo peculiarissimo quella educativa, richiede di mantenere l’alterità, di non assorbire l’altro, di non appropriarsene, di attestarne e rispettarne la peculiarità.

L’altro è però anche un’incognita e nella storia, mondiale e personale, ponti e muri si alternano per incontrarsi e per difendersi, per far accedere e per arginare.

Il convegno intende offrire, in particolar modo agli studenti e a tutti coloro che sono impegnati in relazioni educative, uno spazio di riflessione per interrogare la contemporaneità in alcuni dei suoi dinamismi e orizzonti di senso: a partire da alcune parole chiave - muri, dialoghi, paure, ponti - diverse prospettive disciplinari sono chiamate a confrontarsi su temi che toccano l’alterità nella sua identità corporea, culturale, storica, biografica.

In occasione del convegno sarà esposta la mostra fotografica allestita dalla Caritas sul tema “Il popolo Sinti a Piacenza. Il normale che non è ovvio”.


Lunedì 6 Novembre 2017, Centro Congressi “G. Mazzocchi”

Programma

Ore 8,30 - Accoglienza e registrazione

Ore 9.00 - Saluti delle Autorità


Ore 9.30 Prima sessione: Introduce Carla Ghizzoni, Presiede Elena Colombetti

  • Daniele Bardelli
    La storia siamo noi: e gli altri? Stati nazionali e ideologie fra identità, inclusione, esclusione.

  • Marisa Musaio
    Integrazione culturale, abbandoni, solitudini e incontri: educare ad approssimarsi all’altro.

  • Dario Sacchi
    Stare-con, essere soli, comunicare. Vera e falsa socialità.

  • Linda Lombi
    I minori stranieri non accompagnati nei contesti scolastici. Sfide ed opportunità

Ore 11.30 Pausa caffè

Ore 11.40 Seconda sessione - ESPERIENZE DI INCONTRO, Coordina Elena Zanfroni

Tavola rotonda


Ore 14.20-14.50

  • Gessica Monticelli - laureata in Scienze dell’educazione, operatrice dello Sportello Europe Direct del Comune di Piacenza
    “I progetti Erasmus+ per le scuole: strumento di mobilità in Europa per giovani e docenti”


Ore 15.30-17.30

Laboratori - Linguaggi e Dispositivi

I laboratori pomeridiani sono riservati a professionisti (insegnanti, educatori, animatori, psicologi, assistenti sociali, operatori della salute, ecc.) e studenti universitari e di scuola secondaria superiore qualora particolarmente interessati. Sarà possibile iscriversi, scegliendo uno dei laboratori in elenco, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Musica
Matteo Corradini
LA VOCE DEGLI ALTRI
Un laboratorio sulla voce, sul senso della voce, su come e quanto e perché ascoltare la propria voce e la voce di un altro. Sull’idea di persona che passa attraverso la voce di un altro. Un laboratorio pratico, con esercizi e giochi, che si concluderà con un mini-reading letterario dedicato a chi è altro.

Immagini
Prof. Gabriella GILLI
LA FORZA DELLE IMMAGINI: PENSIERI, AFFETTI E RELAZIONI
Il laboratorio propone la presentazione e sperimentazione di attività espressive grafico-pittoriche e fotografiche. Il metodo di lavoro integra un breve esame delle principali teorie di riferimento, l’osservazione e la fruizione di artefatti visivi espressivi e artistici, una sperimentazione personale e la riflessione sulla applicabilità delle attività esaminate in differenti ambiti professionali psico-socio-educativi e scolastici.

Teatro
Angela Ruozzi, Emanuele Simonazzi - Centro Teatrale MaMiMò e Servizio Pastorale Giovanile - Diocesi di Reggio Emilia
UN ALTRO ALTRO
Il laboratorio approfondirà il linguaggio teatrale come mezzo espressivo dell’individualità personale attraverso corpo e voce e come strumento di affinamento del sistema sensoriale per l’ascolto e relazione con l’altro.

Letteratura
Serena Pilotto
LETTURA ESPRESSIVA E RELAZIONE CON L’ALTRO
Il laboratorio si propone di far conoscere e sperimentare la lettura espressiva di un testo letterario come possibilità di relazione con l’altro. L’esperienza della lettura arricchisce profondamente in quanto stimola chi legge a entrare in un rapporto stretto con le parole scelte con cura dallo scrittore e, attraverso esse, con le emozioni presenti nel testo.

Le parole continuano a costituire lo strumento privilegiato del rapporto con gli altri, quindi di gran parte delle modalità educative.

Occorre recuperare una piena consapevolezza del ruolo fondamentale rivestito dalla parola e tornare ad averne cura: perché la parola non è solo la veste linguistica che si dà ad un pensiero preesistente, ma è il modo stesso in cui il pensiero prende forma e quindi si può manifestare, si rende trasmissibile agli altri, all’altro.

La parola dà forma a ciò che altrimenti rimarrebbe informe e, di conseguenza, non sarebbe comunicabile.

Il convegno intende offrire a tutti coloro che sono chiamati a lavorare con le parole, cioè a tutti gli educatori, la possibilità di riflettere e di approfondire, da diversi punti di vista disciplinari, il ruolo e le potenzialità di questo strumento potentissimo, nel bene e nel male, che caratterizza e definisce l’umano e che consente le relazioni tra le persone.

I temi del Convegno verranno ripresi in tre seminari di approfondimento, secondo il seguente calendario, e saranno rivolti a insegnanti, educatori, formatori e a studenti di scuola superiore particolarmente interessati:

  • 29 novembre 2016, ore 14.30
    Silvano Petrosino - Il potere delle parole. Tra filosofia e letteratura.
  • 14 marzo 2017, ore 14.30
    Maria Chiara Tallacchini - Le parole del diritto: imposizione o co-produzione?
  • 4 aprile 2017, ore 14.30
    Domenico Sannino - Lettura ad alta voce: un corpo a corpo con le parole della poesia

Giovedì 3 Novembre 2016, Centro Congressi “G. Mazzocchi”

Programma

Ore 8,30 - Accoglienza e registrazione

Ore 9.00 - Saluti delle Autorità


Ore 9.30 Prima sessione - PAROLE PER LA PERSONA
Introduce Carla Ghizzoni - Presiede Pierantonio Frare

  • Paola Ponti
    Il legno si fa carne. Pinocchio e le parole che nutrono
  • Pierpaolo Triani
    Dare la parola, custodire le parole: l’impegno educativo tra alfabetizzazione culturale e promozione del dialogo
  • Pier Marco Aroldi
    Scambiare parole. La natura socio-poietica della conversazione
  • Elena Colombetti
    L’io narrabile: parola e identità

Ore 11.15 Pausa caffè

Ore 11.45 Seconda sessione - LA PAROLA NELLE PROFESSIONI DELLA PERSONA
Coordina Daniele Bruzzone

Tavola rotonda

  • Partecipano Carla Chiappini, Franco Taverna, Emanuele Guagnini
    La parola di chi non ha voce

Ore 14.30-17.30

Laboratori

I laboratori pomeridiani sono riservati a professionisti (insegnanti, educatori, animatori, psicologi, assistenti sociali, operatori della salute, ecc.) e studenti universitari. Sarà possibile iscriversi, scegliendo uno dei laboratori in elenco, fino ad esaurimento dei posti disponibili.


Sergio Astori
1 - Le parole della resilienza


Alessandra Augelli
2 - La parola creatrice di legami: narrazioni a più voci


Daniele Bardelli
3 - La parola fa la storia: comunicazione politica e formazione dell’uomo nuovo nel ‘900


Linda Lombi
4 - Le storie di malattia nei percorsi socio-assistenziali: framework e strumenti


Mariella Mentasti
5 - Coltivare parole in vasi di cristallo: esperienze di narrazione nella fragilità


Daniela Pellegrini, Linda Zambotti
6 - Narrare l’indicibile; quando la letteratura per l’infanzia incontra la Shoah


Serena Pilotto
7 - Il potere della parola detta. Esperienze di lettura espressiva


Biancamaria Spricigo
8 - Termini giuridici e parole di giustizia

“Da oltre vent’anni la professione di educatore e quella di pedagogista attendono di essere definite con criteri omogenei su tutto il territorio nazionale.

Fino ad ora infatti queste professioni sono state penalizzate da una fragilità normativa e occupazionale.

Occorre quindi potenziare il lavoro rivolto all’educazione in tutti gli ambiti in cui esso si espleta, anche per rendere i titoli di educatore e di pedagogista equiparabili e coerenti con quelli degli altri Paesi europei sulla base dell’European Quality Framework.

La proposta di legge 2656, che mira a disciplinare le professioni di educatore e pedagogista, punta al riconoscimento di questi profili professionali, garantendo un’uniformità di formazione, competenze, ambiti occupazionali in tutto il territorio nazionale, in conformità alle corrispondenti figure europee.

Diversamente educatori e pedagogisti rischiano di rimanere in una condizione di minorità formativa, occupazionale, retributiva, e anche scientifica.

Una volta stabilita questa base ci si potrà muovere in direzione di ulteriori specifiche modifiche e miglioramenti.

Ma l’importante, in questo momento, è approvare, possibilmente in tempi veloci, questo primo passo”

(da un’intervista a V. Iori pubblicata su “Zeroseiup”, gennaio 2016).


Lunedì 18 Aprile 2016, Centro Congressi “G. Mazzocchi”

Programma

Ore 9.00 Accoglienza e registrazione

Ore 9.30 Saluti delle Autorità

  • Paolo Dosi, Sindaco di Piacenza
  • Luigi Pati, Preside della Facoltà di Scienze della formazione, Università Cattolica del Sacro Cuore

Un titolo per educare

  • Vanna Iori, Ordinaria di Pedagogia generale e sociale, Università Cattolica del Sacro Cuore - Deputata della XVII Legislatura della Repubblica
  • Milena Santerini, Ordinaria di Pedagogia generale e sociale, Università Cattolica del Sacro Cuore - Deputata della XVII Legislatura della Repubblica

Per il superamento della frammentazione delle professioni educative e pedagogiche

  • Pierpaolo Triani, Associato di Didattica generale e pedagogia speciale, Università Cattolica del Sacro Cuore

Tavola rotonda

  • Agostino Basile, Presidente nazionale P.ED.I.AS (Pedagogisti ed Educatori Italiani Associati)
  • Anna Brigandì, Presidente nazionale APP (Associazioni Professioni Pedagogiche)
  • Vittore Mariani, Presidente nazionale UNPE (Unione Pedagogisti)
  • Luisa Piarulli, Presidente nazionale ANPE (Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani)
  • Alessandro Prisciandaro, Presidente nazionale APEI (Associazione Pedagogisti Educatori Italiani)
  • Ferruccio Cremaschi, Direttore della rivista “Zeroseiup”

Coordina

  • Elisabetta Musi, Ricercatrice, Università Cattolica del Sacro Cuore

Le relazioni educative e di cura sono sempre animate da sentimenti profondi ed emozioni ambivalenti, da motivazioni latenti e dimensioni inconsce.

Essendo inevitabilmente connesse con dimensioni problematiche come quelle dell’affettività, del potere, ma anche della storia personale, esse implicano dei “lati oscuri”, non sempre facili da decifrare, che - se non adeguatamente riconosciuti ed elaborati - possono determinare conseguenze paradossali e insidiose. L’ombra costituisce, per certi versi, il negativo e il “perturbante”, ma rappresenta anche l’implicito, ciò che è stato oscurato o trascurato o che semplicemente, in un dato momento storico, non è (o non è più) in luce.

Il Convegno intende aiutare studenti e professionisti dell’educazione e della cura a sondare i significati dell’ombra e, grazie al contributo dei diversi sguardi disciplinari, accompagnarli ad esplorare le dimensioni sommerse dell’esperienza educativa e di cura, in modo da comprenderne le potenzialità e le possibili derive.

Il Convegno rientra nelle iniziative di formazione e aggiornamento dei docenti realizzate dalle università e automaticamente riconosciute dall’Amministrazione scolastica, secondo la normativa vigente, e dà luogo - per insegnanti di ogni ordine e grado – agli effetti giuridici ed economici della partecipazione alle iniziative di formazione.

Al termine dei Seminari saranno rilasciati attestati, su richiesta.


Martedì 3 Novembre 2015, Centro Congressi “G. Mazzocchi”

Programma

Ore 8,30 - Accoglienza e registrazione

Ore 9.00 - Saluti delle Autorità


Ore 9.30 Prima sessione - Il soggetto e la sua ombra: fenomenologia dell’oscurità
Coordina: Carla Ghizzoni

  • Daniele Bruzzone
    “Dove c’è molta luce, l’ombra è più nera”: riflessioni pedagogiche
  • Roberto Diodato
    “L’ombra che sta al centro”: un percorso filosofico
  • Pierantonio Frare
    La cura dell’ombra: esempi letterari

Ore 10.45 Frammenti di Ombre in Movimento
Performance a cura degli studenti del Master in “Azioni e interazioni pedagogiche attraverso la narrazione e l’educazione alla teatralità” (direz. artistica: Gaetano Oliva)

Ore 11.15 Coffee break

Ore 11.45 Seconda sessione - Linee d’ombra: sguardi interdisciplinari
Coordina: Pierpaolo Triani

  • Sabrina Fava
    Scritture bambine: tra storia dell’educazione e letteratura per l’infanzia
  • Cinzia Di Dio
    Dietro le quinte della mente: l’invisibile alla base delle relazioni
  • Linda Lombi
    Fuori dall’ombra: subculture giovanili al tempo di Internet
  • Paolo Valvo
    Ombre totalitarie nella crisi della democrazia: una prospettiva storica

Ore 14.30

Laboratori

Daniele Bruzzone
1 - Ombre sullo schermo: il “lato oscuro” dell’educazione
L’educazione e la cura si accompagnano inevitabilmente all’esercizio di un potere che, in modo più o meno manifesto e consapevole, può degenerare in dominio, controllo, assoggettamento. Quali sono i fattori che minacciano di “adombrare” l’essenza autentica della cura educativa? Come riconoscerli e prevenirli? Attraverso l’analisi di alcuni esempi cinematografici si tenterà di rivedere le ambiguità e i rischi insiti nelle relazioni educative e nei contesti istituzionali (familiari, scolastici, ecc.) nei quali esse si realizzano.


Elisabetta Musi
2 - Il figlio, la figlia che sono stato/a. Uno sguardo al passato per ripensare il presente
Nel nostro percorso di figli, durante il processo educativo, siamo stati incoraggiati ad accettare alcune parte di noi e a disapprovarne altre. Gli aspetti che rifiutiamo li confiniamo nell’ombra, nell’inconfessata illusione che questa li dissolva. In realtà calchi oscuri di black out affettivi, sentimenti feriti, episodi mortificanti subiti nell’infanzia e sepolti lontano dalla memoria e dal cuore, affiorano tacitamente. Tentare di rischiarare le connessioni tra i primi legami affettivi e il lavoro educativo e di cura consente guadagni di consapevolezza e libertà. Nel laboratorio saranno proposte alcune suggestioni artistiche (opere d’arte, sequenze filmiche, brani letterari) per promuovere un’interpretazione creativa dei lati oscuri dell’educare.


Antonella Arioli
3 - In controluce: scene di vocazione educativa
Esercitare il mestiere di educare non è semplice e non è per tutti: serve una “vocazione”. Ma cosa si intende con questo termine? Quali sono gli aspetti di luce e di ombra che la connotano? Attraverso la proposta di stimoli narrativi e filmici, verranno affrontati i temi della motivazione e del senso del lavoro educativo.


Fabio Gianotti
4 - Non è semplice parlare d’amore (in educazione). Eros e seduzione, modi possibili
La dimensione affettiva dà corpo ad ogni relazione. Da un punto di vista educativo, più il rapporto tra educatore ed educando è significativo e più grande è il suo potenziale trasformativo. Detto questo è molto raro imbattersi in un ragionamento sull’eros pedagogico che abbia il coraggio della complessità e delle ambivalenze. In quale prospettiva intrecciare gli aspetti pulsionali e affettivi del rapporto con quelli più specificamente valoriali ed educativi? Il laboratorio intende restituire al discorso sull’eros in educazione la centralità che gli è propria e, attraverso alcuni spunti cinematografici, letterari e autobiografici, ragionare su possibili modelli di relazione.


Mario Mapelli
5 - Maestro, dove sei? Esercizi di ricomposizione autobiografica intorno ad un archetipo
Modello, ideale, guida, giudice, confidente, antagonista. L’imago del maestro è sempre stata elemento catalizzatore di ogni relazione formativa. Eppure oggi sempre meno appaiono gli adulti in grado di assumere su di sé la fatica di proporsi come modelli credibili, così come sempre meno sono i giovani disposti a riconoscere il bisogno di essere allievi. Per dei “professionisti dell’educazione” è ancora possibile attivare le energie feconde dell’archetipo, oppure il destino è quello di dover fare i conti con l’ombra di un fantasma? Attraverso brevi esercizi di scrittura autobiografica, il laboratorio intende lavorare sulle risonanze emotive e sui modelli impliciti che evoca il tema del rapporto con il maestro.


Alessandra Augelli
6 - Le ombre del perfezionismo: assumere il limite e riconoscere l’errore
Nell’attuale contesto educativo è sempre più diffuso l’innalzamento delle aspettative e l’oscuramento di limiti, errori, imperfezioni. Si vive ogni giorno nell’idea di poter fare di più, essere migliori, riuscire in tutto e al massimo delle proprie potenzialità. Attraverso esercizi autobiografici e diverse suggestioni artistiche si intende avviare processi personali e professionali per riappropriarsi del senso del limite e imparare a nominare gli errori e rivederli in un’ottica formativa.


Cristina Palmieri
7 - Educare vale la pena? Luci ed ombre nel rapporto tra educazione e valori
L’educazione vive oggi una condizione paradossale: sempre sotto i riflettori e sempre adombrata da altre priorità. Ma cosa significa educare, oggi? Al di là di una visione funzionale dell’educazione, è possibile mettersi sulle tracce del valore dell’educazione in sé? Attraverso suggestioni narrative, filmiche e spunti autobiografici, si intende riflettere sul rapporto tra educazione e valori, alla ricerca di ciò che rende l’educare “qualcosa per cui ne vale la pena”.


Mariella Mentasti
8 - Narrare l’invisibile tra i chiaroscuri della vita
Ogni luogo ha un manto scuro sotto il quale, invisibili, si nascondono donne e uomini fragili, sofferenti, differenti. Non di meno, ogni luogo interiore ha ombre di dolore, paura, distanza. Attraverso la narrazione di esperienze, anche personali, proveremo a sollevare l’ombra del pregiudizio e dello stigma per ri-scoprire l’essenzialità e il valore dell’invisibile.