Università Cattolica del Sacro Cuore

Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali

Il progetto INBIOS, coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, mira a valorizzare i molteplici benefici legati all’utilizzo di biostimolanti in agricoltura, con lo scopo ultimo di implementare un approccio “green” e sostenibile per le produzioni agrarie attraverso differenti strategie, fra loro complementari ed accomunate dall’avere caratteristiche innovative e di basso impatto, per la stimolazione e valorizzazione delle naturali attività di difesa delle piante nonché di resistenza allo stress idrico e di efficienza d’uso dei nutrienti.

A tal scopo, INBIOS si propone di dimostrare, promuovere e comunicare l’utilizzo di biostimolanti, induttori di resistenza e strategie a basso impatto, come forza trainante di una produzione agraria a ridotti input e quindi più sostenibile.

Gli obiettivi specifici del Piano sono:

  1. Riduzione dei rilasci di sostanze inquinanti e miglioramento della qualità delle acque e del suolo attraverso il miglioramento dell’efficienza d’uso dei nutrienti, tramite l’impiego di microorganismi biostimolanti dell’apparato radicale in grado di promuovere l’accessibilità ai nutrienti e la crescita della pianta;
  2. Riduzione dell’impiego dei prodotti fitosanitari in campo attraverso l’uso di microorganismi ad azione biostimolante e induttori di resistenza (elicitazione delle difese naturali della pianta), agenti di biocontrollo, con azione di competizione, antibiosi o iperparassitismo, nonché attraverso l’ottimizzazione dei tempi di intervento per la difesa della coltura grazie all’utilizzo di sistemi di supporto alle decisioni (DSS);
  3. Adattamento dei sistemi colturali agricoli ai cambiamenti climatici attraverso l’impiego di biostimolanti (principalmente micorrize) che migliorano la resistenza allo stress idrico, insieme a modelli previsionali e DSS per l’ottimizzazione degli eventi di irrigazione.

Durante i tre anni del progetto verranno eseguite sia prove parcellari che di tipo on farm (su grandi superfici) su tre colture: pomodoro, mais e vite.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del FEASR per un progetto approvato a valere sul PSR Emilia-Romagna 2014-2020 – Tipo di operazione 16.1.01 – Focus Area 4B - domanda n. 5150325, per un importo di spesa ammessa pari ad € 229.726,14.

 


In un contesto colturale molto articolato l’agricoltura emiliano-romagnola è chiamata ad affrontare sfide tecnico-commerciali che devono tenere conto anche dei forti cambiamenti climatici e delle richieste sempre più esigenti in termini di sicurezza alimentare e ambientale. Inoltre la riduzione del portafoglio di molecole a disposizione per la difesa fitosanitaria, la progressiva eliminazione di quelle ad ampio spettro d’azione e la necessità di individuare tecniche di difesa a basso impatto ambientale richiedono innovazioni sostenibili e adeguate sia per le coltivazioni integrate che biologiche. Il progetto si propone di identificare piani di lotta alle principali avversità delle colture della Regione Emilia-Romagna che rappresentino una valida alternativa alle attuali pratiche di contenimento. Tali strategie devono integrarsi con le necessità di sostenibilità e di compatibilità ambientale di una agricoltura moderna in forte mutamento grazie alle innovazioni tecnologiche e scientifiche ma anche a causa di continui e profondi cambiamenti dei macro- e micro-ambienti oltre che del clima, in cui i nostri sistemi agricoli si sviluppano.

In particolare, il gruppo di ricerca guidato dal Prof. Vittorio Rossi del DIPROVES si pone come obiettivo quello di validare un modello specifico per la batteriosi del noce (Xanthomonas arboricola pv. juglandis) e sperimentare l’efficacia di formulati caratterizzati da bassa presenza o assenza di rame. A tal fine saranno impostate apposite prove di campo da cui saranno rilevati i dati da utilizzare per la fase di raffinamento e ulteriore validazione del modello matematico sviluppato per prevedere i periodi di rischio per le infezioni da batteriosi su noce da frutto e la loro gravità relativa. Inoltre, grazie a queste prove, si intendono individuare nuove molecole dal migliore profilo eco-tossicologico da affiancare, o ancora meglio sostituire, ai formulati rameici.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del FEASR per un progetto approvato a valere sul PSR Regione Emilia-Romagna 2014-2020, misura 16.1.01, focus area 4B, domanda n° 5149131, per un importo di spesa ammessa pari ad 16.560,30€.

 


La proposta di progetto e incentrata sul miglioramento e sulle innovazioni nella gestione delle coltivazioni e sull’introduzione o ripristino di pratiche agronomiche economicamente vantaggiose per gli operatori agricoli e ambientalmente rilevanti per la valorizzazione della biodiversità agraria e per la gestione sostenibile di aree agricole site all’interno di Siti Rete Natura 2000 e di Aree Protette.

Il progetto RESILIENT si pone l’obiettivo di fornire agli agricoltori lombardi, soprattutto quelli che operano in aree interne di montagna, nonché aree interne o prossime a siti della Rete Natura 2000, le informazioni e gli strumenti tecnico-scientifici e operativi sulle buone pratiche di ri-coltivazione di varietà locali tradizionali recuperate di mais e patata, su cui recentemente si è concentrato l’interesse di molte aziende, alla ricerca di prodotti originali che distinguano le loro produzioni e le valorizzino. Si vogliono fornire in questo caso conoscenze e informazioni tecniche approfondite, utili soprattutto ai neo-agricoltori e giovani imprenditori che vogliono incrementare la possibilità di individuare e coltivare varietà/cultivar non usuali, già disponibili come conoscenza e come semi/tuberi di partenza conservati ex situ (Banche del Germoplasma, Istituti di ricerca specializzati), ma la cui coltivazione richiede pratiche agronomiche non usuali, specialistiche, e spesso anche “dimenticate”, da recuperare e adeguare alle conduzioni agricole, vincoli e normative attuali. Inoltre le conoscenze scientifiche moderne (es. controllo delle micotossine, importanza dell’utilizzo di tuberi derivanti dal processo di risanamento), conosciute in quest’ambito dagli enti di ricerca, possono essere così messe a disposizione di potenziali stakeholders.

Questo anche allo scopo di raggiungere, con queste cultivar tradizionali “ritrovate” (in genere poco produttive), una migliore produttività ed un’elevata qualità (es. organolettica e a volte anche nutraceutica), nonché utilizzare metodi di produzione sostenibili (a basso input energetico esterno grazie alla generale frugalità di queste produzioni).

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del FEASR – Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020; FEASR – Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020; MISURA 1. – “Trasferimento di conoscenze e azioni di informazione” SOTTOMISURA 1.2 – “Sostegno a attività dimostrative e azioni di informazione” OPERAZIONE 1.2.01 – “Progetti dimostrativi e azioni di informazione” per un importo di spesa ammessa pari ad € 45.074,41.

 


Il progetto RESIL-VIGNA, coordinato dal prof. Stefano Poni, ha l’obbiettivo di mettere a disposizione e “dimostrare” alle aziende viticole dell’areale dei “Colli Piacentini” che, rispetto agli standard di gestione aziendale, e` possibile utilizzare pratiche, gia` disponibili, in grado di aumentare notevolmente la “resilienza” del vigneto alla carenza idrica, effetto conclamato del cambiamento climatico, e quindi tali da consentire all’impianto di superare momenti critici senza dovere ricorrere ad input irrigui esogeni.

In particolare, il progetto mira a:

i) Valorizzazione di nuovi portinnesti della serie M, per i quali e` stata recentemente acclarata una maggiore tolleranza alle condizioni di scarsa disponibilita` come fattore di resilienza naturale e permanente nei confronti di fenomeni transitori di stress idrico.

ii) Impiego e valorizzazione della tecnica di inerbimento temporaneo autunno-primaverile utile a: i) migliorare struttura e dotazione in sostanza organica del suolo con relativo effetto positivo sulla capacita` di invaso primaverile; ii) produrre una biomassa primaverile sufficiente per realizzare, con lo sfalcio, un’eventuale pacciamatura naturale sotto la fila usando una macchina trincia-andanatrice; iii) realizzare condizioni di copertura del suolo invernale e primaverile tali da limitare l’inoculo di forme svernanti di patogeni nel terreno (es. oospore di Plasmopara viticola sulla lettiera).

iii) Promozione dell’impiego del caolino, argilla bianca inerte a bassissimo costo in grado di preservare la funzionalita` fogliare in condizioni di stress severi di tipo idrico e/o termico. Inoltre, il prodotto e` particolarmente efficace per la prevenzione delle scottature sui grappoli.

iv) Avvio delle aziende ad una gestione piu` tecnologica e informatizzata nella valutazione della delicata fase di “raggiungimento” di un reale livello di stress idrico.

v) Trasferimento su larga scala delle innovazioni messe a punto.

I principali risultati attesi sono:

  • Caratterizzazione, del comportamento agronomico del vitigno Barbera innestato su due nuovi portinnesti (M2 e M4), dotati di acclarata tolleranza alla carenza idrica, in raffronto a due portinnesti tradizionali di riferimento (110 Richter e K5BB).
  • Validazione agronomica, dimostrazione ed erogazione di linee guida per un utilizzo mirato e flessibile della tecnica di inerbimento temporaneo autunno-primaverile valutato sempre e comunque in associazione ad uno standard aziendale di gestione del suolo e in rapporto ad almeno due di tre possibili modalita` di terminazione del cotico: interramento (o sovescio), trinciatura con mantenimento “in situ” del trinciato e schiacciamento senza sfalcio.
  • Validazione agronomica, dimostrazione ed erogazione di linee guida per l’utilizzo in vigneto di trattamenti a base di caolino. Le linee guida distingueranno una situazione di vigneto con adeguata disponibilita` idrica oppure in condizioni di stress idrico severo.
  • Dimostrazione e addestramento all’utilizzo di tecniche ICT di monitoraggio ambientale relative sia alla sfera suolo sia alla sfera chioma per un approccio piu` corretto e razionale alla diagnosi di effettivo stress idrico.
  • Il quadro complessivo dei risultati, utile a definire una strategia complessiva di resilienza del vigneto alla risorsa idrica, dovra` essere funzionale ad un mantenimento della coltura della vite anche nei contrafforti collinari piu` esposti alla problematica della carenza di acqua. E` noto che il fenomeno di abbandono determina un peggioramento dello status idro-geologico del territorio oltre che una diminuzione della coesione sociale.

Ulteriori risultati attesi, collegati al “Piano divulgazione, di trasferimento dei risultati e implementazione della rete PEI” e alla “Formazione”, sono:

  • Connessione diretta con i viticoltori locali e quelli interessati da problematiche simili attraverso il loro coinvolgimento in iniziative di partecipazione fisica e supporti informatici (video, tutorial, articoli su riviste online, etc.);
  • Trasferimento del know-how a viticoltori stranieri e altri attori della Rete PEI.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo nell’ambito del REG. (UE) N. 1305/2013 - PSR 2014/2020 - MISURA 16 - Tipo di operazione 16.1.01 “Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttivita` e sostenibilita` dell’agricoltura” - FA 4B, per un importo pari a € 274.098,21.

 


La moderna difesa fitosanitaria sta incontrando crescenti criticità a causa dei cambiamenti climatici che agiscono alterando la fisiologia e la fenologia delle colture e delle loro avversità che portano all’estensione del periodo di suscettibilità di alcune malattie, o all’aumento del numero di generazioni o all’espansione su nuovi territori. La più diretta conseguenza è l’incremento del numero di interventi fitosanitari per i quali è però sempre più limitata la disponibilità di molecole con differenti meccanismi d’azione. Ne consegue, e in tanti casi è già una realtà, la riduzione o addirittura l’annullamento dell’efficacia di alcune sostanze a seguito dell’insorgenza e diffusione di forme di resistenza che talvolta assumono carattere epidemico. Per far fronte a questo problema in genere si tende ad effettuare un maggior numero di interventi fitoiatrici spesso anche con arbitrari incrementi delle dosi di applicazione. La diretta e negativa conseguenza è un aggravamento della situazione fitosanitaria e un significativo incremento dei livelli di inquinamento delle acque e del suolo, oltre ad una maggiore esposizione di operatori e astanti.

Al fine di prevenire e/o limitare l’evoluzione della resistenza e quindi evitare interventi chimici inefficaci e reiterati che determinano aumento dei costi e inquinamento delle acque e del suolo, il DIPROVES – Area Difesa – partecipa a questo progetto per la realizzazione dei vari obiettivi:

  1. la messa a punto di strumenti diagnostici innovativi, rapidi, efficaci e validati (ad es. LAMP) (obiettivo 1),
  2. la validazione della tecnica della confusione sessuale contro la psilla del pero (obiettivo 2) e
  3. la manipolazione della biodiversità vegetale del cotico erboso dei vigneti che permette di ridurre la quantità di inoculo dei patogeni riducendo di conseguenza l’uso di prodotti fitosanitari (obiettivo 3).

 
UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del FEASR per un progetto approvato a valere sul PSR Regione Emilia-Romagna 2014-2020, misura 16.1.01, focus area 4B, domanda n° 5149124, per un importo di spesa ammessa pari ad 55.774,25 €.

 


Il Piano proposto ha come obiettivo generale la valorizzazione di varietà locali di melo e pero, nonché di genotipi innovativi di melo, in fase avanzata di selezione, attraverso un approccio multidisciplinare per migliorare le prestazioni economiche di aziende agricole poste in zone svantaggiate ed interne con particolare riferimento a quelle di montagna. Le attività condotte in precedenti progetti hanno permesso l’iscrizione al Repertorio regionale delle risorse genetiche agrarie (istituito con L.R. 1/2008) di un certo numero di varietà frutticole. L’Emilia-Romagna vanta un patrimonio ricchissimo di biodiversità frutticola. Ne sono testimonianza le varietà millenarie ancora sopravvissute, come le mele Decio (di probabile epoca romana), la Rosa Romana (forse di origine etrusca), la Pera di Gerusalemme, o Spadona Invernale, che da fonti storiche sembra proprio sia giunta dal Medio Oriente durante le prime migrazioni ebraiche. Il progetto si propone di valorizzare alcune di queste varietà, e precisamente Angelica, Limone, Nobile/Lauro e Spalér tra le pere; tra le mele la Rosa Romana e l’Abbondanza rossa.

Perciò gli obiettivi specifici del progetto riguarderanno:

  1. la realizzazione di un’indagine di mercato al fine di individuare opportune strategie di valorizzazione del prodotto fresco e trasformato;
  2. la quantificazione sul territorio regionale della presenza di piante in produzione, giovani o mature, singole o in gruppo, delle varietà di interesse, e la loro caratterizzazione genetica, pomologica, agronomica ed etnobotanica;
  3. la caratterizzazione della qualità tecnologica della biodiversità locale e dei genotipi innovativi per lo sviluppo di nuove tipologie di prodotti di V gamma e liofilizzati al fine di aumentare la diversificazione produttiva delle aziende partner;
  4. la caratterizzazione oggettiva del prodotto fresco e trasformato mediante: determinazione della composizione metabolica; caratterizzazione nutrizionale e sensoriale; determinazione della presenza di molecole allergeniche;
  5. la valorizzazione commerciale delle varietà testate mediante la propagazione di un certo numero di piante e la loro coltivazione nelle aziende agricole partner del GO e lo studio di metodologie di packaging alternative.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del FEASR – Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, Misura 16.1.01, Focus Area 2A per un importo di spesa ammessa pari ad € 70.058,60.

 


Il progetto CORESAVE si occupa di risorse fitogenetiche lombarde di interesse agrario ed alimentare tradizionali ed a limitata diffusione (locali). Sono le così dette, “antiche varietà”, come vengono definite nel linguaggio comune. Da un punto di vista scientifico esse rientrano nella definizione di landrace o varietà locali; queste sono recentemente state definite come “una varietà locale di una coltura che si riproduce per seme o per propagazione vegetativa, è una popolazione variabile, comunque ben identificabile e che usualmente ha un nome locale. Non è stata oggetto di un programma organizzato di miglioramento genetico, è caratterizzata da un adattamento specifico alle condizioni ambientali e di coltivazione di una determinata area ed è strettamente associata con gli usi, le conoscenze, le abitudini, i dialetti e le ricorrenze della popolazione umana che l’ha sviluppata e/o continua la sua coltivazione”.

Nello specifico, il progetto mira in primis a creare una rete regionale multicentrica finalizzata alla conservazione ex situ di varietà locali tradizionali lombarde (landrace), da mettere in sicurezza ma anche rendere disponibili il più possibile per progetti di ri-coltivazione. I soggetti interessati (partner) sono centri di ricerca e aziende agricole operanti in vari ambiti e tipo di conduzione (agricolo, vivaistico, conduzione convenzionale o biologica, in pianura o montagna). Lo scopo è quello di avere nel giro di tre anni un lotto di sementi significativo per una serie di entità target (una decina), in termini di buona caratterizzate sul piano morfologico e genetico, sementi sane e in quantità sufficiente per avviare primi progetti di moltiplicazione massiva o per coltivazione pura. In tal modo non solo si renderà stabile (rete) la conservazione ex situ, anche dopo la fine del progetto grazie alla rete costituita che potrà continuare ad operare anche autonomamente, ma si promuoverà anche quella in situ/on farm, visto anche l’interesse crescente degli agricoltori, sempre alla ricerca di nuove coltivazioni da testare e piccole filiere territoriali da lanciare o rilanciare.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del FEASR – Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020; MISURA 10 - “Pagamenti agro climatico ambientali” SOTTOMISURA 10.2 – “Sostegno per la conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche in agricoltura” OPERAZIONE 10.2.01 – “Conservazione della biodiversità animale e vegetale” per un importo di spesa ammessa pari ad € 34.358,86.


Il Progetto FRUMENTO BIETOLA ECOSOSTENIBILE è coordinato dal prof. Vittorio Rossi e coinvolge l'Area Protezione sostenibile delle piante e degli alimenti del DIPROVES e nel complesso mira a implementare un sistema di successione agraria virtuoso (grano duro - barbabietola da zucchero) per l’ottimizzazione delle prestazioni ambientali e per la sostenibilità socio-economica.

I risultati attesi con l’attuazione del progetto sono:

  • l’applicazione di un protocollo colturale per la rotazione tra grano duro e barbabietola da zucchero, comparato con altri avvicendamenti;
  • la valutazione di LCA e LCC del frumento in successione alla bietola e il confronto con altri avvicendamenti;
  • l’ampliamento dell’applicazione di DSS alla coltivazione di grano e barbabietola da zucchero.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del FEASR per un progetto approvato a valere sul PSR Emilia-Romagna 2014-2020 – Tipo di operazione 16.1.01 domanda n.5116727, per un importo di spesa ammessa pari ad € 29.408,01.


Il Progetto IDRA è coordinato dal Prof. Vittorio Rossi e coinvolge l'Area Protezione sostenibile delle piante e degli alimenti del DIPROVES e nel complesso mira a sperimentare modalità innovative di difesa fitosanitaria contro il ragnetto rosso per la filiera del pomodoro da industria. I risultati attesi con l’attuazione del progetto sono la messa a punto e diffusione di linee guida aggiornate ed efficaci per la difesa fitosanitaria finalizzata alla lotta al ragnetto rosso nella filiera del pomodoro.

La corretta realizzazione dei piani di difesa, attraverso la limitazione degli interventi fitosanitari a quelli di sicuro successo, diminuirà il rischio di persistenza di residui di trattamento, in linea con gli obbiettivi del PEI-AGRI volti alla salvaguardia della qualità e sicurezza degli alimenti.

Il progetto è finanziato con un contributo complessivo di € 180.600,71 dal FEASR, nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 Emilia - Romagna – Tipo di operazione 16.1.01 - Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del pei in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura– Focus Area 3A – Progetto IDRA n. 5116538.


Il comparto vitivinicolo nazionale vive da anni una situazione di mercato difficile e anomala contraddistinta da un consumo sempre più attento e esigente e da un’elevata intensità competitiva che si è estesa anche al difuori dei Paesi ad alta vocazione vitivinicola (sia in termini di consumo che di produzione). Il settore è quindi chiamato ad una profonda riorganizzazione, specialmente nelle strutture commerciali e nella formulazione delle strategie intraprese per mantenere e migliorare la propria posizione competitiva a livello internazionale. I limiti e le difficoltà che le imprese devono superare per affrontare il mercato, derivanti principalmente dalle modeste dimensioni, dalla scarsa produttività e dalla complessità di adozione di idonee strategie, determinano palesi difficoltà di ingresso nei moderni canali distributivi e quindi, limitate prospettive di successo nei mercati nazionali e internazionali. Il superamento delle citate criticità può talvolta essere identificato in un approccio di sistema in grado di valorizzare entità con omogena vocazione produttiva e qualitativa, oltre che con un’armonica organizzazione distributiva, in grado di coniugare sia una aggregazione verticale che orizzontale. In questo modo sarà possibile raggiungere volumi di vendita sufficienti, beneficiare di sinergie comunicative e promozionali e implementare una strategia di filiera. Tale condizione si manifesta, altresì, quando le produzioni vinicole si inseriscono nella fascia di qualità alta e quando la commercializzazione avviene utilizzando format commerciali anche di tipo innovativo, che possono garantire loro interessanti quote di mercato e visibilità internazionale. In questi termini, risulta fondamentale partire da un’analisi del comportamento del consumatore al fine di far leva sulle caratteristiche qualitative del prodotto e sul territorio di provenienza. Il vino per sua natura è un prodotto con un’elevata capacità emozionale, che se ben sfruttata, può innescare un meccanismo di engagement e fidelizzazione della clientela che consente alle imprese di ottenere un vantaggio competitivo sostenibile. Le teorie del marketing esperienziale individuano nel punto vendita, sia esso fisico o virtuale, un touch point fondamentale per far vivere al cliente/consumatore una vera e propria esperienza d’acquisto che rievochi i valori e le caratteristiche del prodotto attraverso la stimolazione di specifiche emozioni, che qualificano e identificano in modo univoco un prodotto, un territorio e un patrimonio culturale. In questi termini le imprese vitivinicole del territorio regionale possono vantare un patrimonio culturale e agroalimentare che ha pochi eguali a livello internazionale e che inevitabilmente rappresenta un valore aggiunto riconosciuto a livello internazionale. L’identificazione di un innovativo format distributivo basato sulla valorizzazione degli attributi e delle esperienze che legano i vini ai territori di origine, consente certamente di sfruttare il legame brand-land per migliorare il posizionamento e la redditività delle produzioni regionali. Tuttavia la singola innovazione dei metodi di distribuzione non è sufficiente per incrementare la competitività delle aziende. Per supportare al meglio le imprese nel processo di innovazione e nella riorganizzazione delle strategie di commercializzazione occorre affiancarle con un’offerta di servizi idonei e innovativi in grado di agevolare la fase organizzativa, logistica e distributiva. La formulazione dei servizi deve essere erogata in un’ottica sistemica di integrazione di filiera, e deve essere coerente con una logica di comunicazione identitaria delle aziende, dei prodotti e del territorio d’origine, nella consapevolezza che il valore dei prodotti risiede nell’esperienza di consumo dell’individuo.

Da questi elementi il presente GO, del quale l’Universtià Cattolica del Sacro Cuore è Partener con il gruppo di lavoro del prof. Stefano Poni, intende perseguire un’innovazione organizzativa, in ottica integrata di sistema, che partendo dall’individuazione di un nuovo concept distributivo, sia off-line che on-line, sviluppi un sistema informativo logistico per l’erogazione di servizi a supporto della riorganizzazione strategico-distributiva di tutti i player del comparto.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo nell’ambito del REG. (UE) N. 1305/2013 - PSR 2014/2020 - MISURA 16 - Tipo di operazione 16.1.01 “Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura” – FA3A, per un importo 21.008,49.


Il gruppo di ricerca del prof. Vincenzo Tabaglio partecipa al progetto SOS_AQUAE, che è coordinato dal Centro Ricerche Produzioni animali (CRPA) di Reggio Emilia ed ha come principale obiettivo quello di coniugare agrotecniche innovative e sostenibili con l’utilizzo di fertilizzanti ‘rinnovabili’, per ottimizzare l’efficienza d’uso dei nutrienti già disponibili in azienda e ridurre l’uso dei concimi minerali di sintesi (sia azotati che fosfatici), al fine di contenere l’inquinamento generato dall’attività agricola e di migliorare la qualità delle acque.
Tra le agrotecniche sostenibili si sperimenteranno congiuntamente le lavorazioni conservative sino alla non lavorazione, in abbinamento alla copertura permanente del suolo e a tecniche innovative per la fertirrigazione con fertilizzanti rinnovabili, ovvero derivati dal trattamento di effluenti di allevamento e digestati. Si intende così promuovere un’effettiva ed efficace intensificazione sostenibile dei sistemi agricoli, capace di coniugare la produttività e gli aspetti ambientali, riducendo le perdite di nutrienti verso le acque sotterranee e superficiali e al contempo le emissioni di ammoniaca e di gas serra in atmosfera.

I risultati attesi consistono sia nella messa a punto delle singole agrotecniche, che nella combinazione di diverse tecniche e fertilizzanti rinnovabili nelle tre aziende agricole partner:

  • Sistema agricolo basato su non lavorazione, con coltivazioni primaverili-estive alternate a cover crop autunno-vernine, fertirrigato con solfato di ammonio derivato dal processo di strippaggio del digestato agro-zootecnico, distribuito attraverso ali gocciolanti in subirrigazione (Azienda CERZOO - Piacenza)
  • Sistema agricolo basato su minime lavorazioni, con doppie colture da reddito per finalità food e non food, fertirrigato con digestato agro-industriale microfiltrato distribuito attraverso ali gocciolanti in subirrigazione (Azienda R.G.R. – Reggio Emilia)
  • Sistema agricolo basato su lavorazioni convenzionali, con doppie colture da reddito per finalità food e non food, fertirrigato con digestato agro-zootecnico microfiltrato distribuito attraverso impianto irriguo a ranger (Azienda Leona - Ferrara)

Le principali ricadute di questo progetto per le aziende consistono nell’individuazione e nella applicazione di ‘pacchetti’ agro-tecnologici che consentano di incrementane sia la produttività che il livello di sostenibilità ambientale, aumentando l’efficienza di utilizzo degli input e riducendo allo stesso tempo le perdite di nutrienti verso il comparto acque.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del FEASR per un progetto approvato a valere sul PSR Regione Emilia-Romagna 2014-2020, misura 16.1.01, focus area 4B, domanda n° 5150049, per un importo di spesa ammessa pari ad 112.731,30 €.

 


Il principale obiettivo del progetto NOVAGRO, coordinato dal Prof. Vincenzo Tabaglio del DIPROVES, è di promuovere un agro-ecosistema BIO efficiente, che mantenga elevati standard produttivi e razionalizzi l’utilizzo delle risorse naturali limitate. In particolare, NOVAGRO fornirà una panoramica completa delle soluzioni adottabili, in combinazione con una dettagliata analisi di applicazione a livello delle singole aziende. Nella fattispecie, NOVAGRO mira a progettare, calibrare ed introdurre sistemi agricoli innovativi basati su:

  • Strategie di gestione del suolo e della fertilità resilienti, clima-intelligenti ed innovative. Saranno valutate tecnologie di agricoltura di precisione (mappatura di precisione dei suoli), pratiche agricole conservative (lavorazioni ridotte, strip-till, no-till), rotazioni colturali equilibrate, consociazioni funzionali (living mulches) e colture di copertura appropriate (cover crops).
  • Strategie di gestione razionale della risorsa idrica e sistemi irrigui efficienti. Saranno valutatii sistemi irrigui innovativi (pivot e microirrigazione) per migliorare l’efficienza d’impiego dell’acqua irrigua; limitare lo sviluppo delle infestanti, riducendo e localizzando gli apporti idrici; prevenire i fenomeni di dilavamento.
  • Strategie di fertilizzazione innovative, intelligenti e sostenibili. Saranno valutati processi innovativi di trattamento dei reflui (separazione solido-liquido e successivi vermi-compostaggio della frazione solida e microfiltrazione della frazione liquida) e strategie sostenibili di distribuzione delle frazioni ottenute (distribuzione del vermi-compost a rateo variabile per interventi di ripristino della fertilità, fertirrigazione con l’utilizzo di separato liquido microfiltrato), atti ad aumentare l’efficienza di utilizzo dei nutrienti e a ridurre gli effetti ambientali sfavorevoli. Inoltre, l’acquisizione in continuo di mappe di vigoria (tramite volo di Droni e da Sentinel 2) permetterà, assieme alle mappe di resa e dei suoli, la formulazione delle mappe di prescrizione per le operazioni di semina e fertilizzazione (interramento dei liquami) a rateo variabile.

NOVAGRO investigherà, inoltre, l’effetto di tali strategie su: (i) dinamiche di ricircolo dei nutrienti e copertura dei fabbisogni della pianta, (ii) struttura ed attività delle comunità microbiche del suolo coinvolte nei cicli dei nutrienti, (iii) economicità degli agrosistemi BIO e (iv) potenziale di mitigazione del cambiamento climatico (emissioni di Gas Serra (GHGs) e sequestro del Carbonio).

Fonte di finanziamento: MISURA 16 – “COOPERAZIONE”, SOTTOMISURA 16.1 – “Sostegno per la costituzione e la gestione dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura”, OPERAZIONE 16.1.01 – “Gruppi Operativi PEI”, Focus area 2A.

Contributo ricevuto da: Università Cattolica del Sacro Cuore, tramite il centro di ricerca CRB, in qualità di coordinatore delle attività progettuali. Valore progetto nella parte di pertinenza CRB: € 371.879,00. Contributo concesso a CRB: € 327.254,00.

Responsabile scientifico del progetto: prof. Gabriele Canali

Sintesi del progetto

Le aziende suinicole e le imprese di macellazione, di trasformazione e di distribuzione delle carni suine dell’Emilia-Romagna partecipano a diverse filiere suinicole nazionali.

Fra queste la filiera dei prodotti a DOP è predominante e orienta la strategia della maggiore parte degli operatori. La distintività che la DOP è in grado di conferire alle carni trasformate è fondamentale per la redditività della produzione di carne suina italiana, ottenuta da un suino pesante i cui costi di produzione sono necessariamente più elevati di quelli di un suino leggero.

Obiettivo generale del GO è di sviluppare strumenti innovativi per analizzare e monitorare tempestivamente la redditività delle diverse tipologie di imprese che verticalmente compongono le filiere suinicole dell’Emilia-Romagna e di sviluppare uno strumento innovativo di assistenza alla gestione (benchmarking) per le aziende suinicole orientato al calcolo del costo di produzione.

Gli obiettivi specifici del GO sono i seguenti:

  1. Analisi del ruolo delle carni suine trasformate a marchio DOP e IGP nei negozi al dettaglio specializzati e nella GDO.
  2. Analisi dei costi di produzione e delle redditività per quattro tipologie di aziende suinicole:
    - Aziende suinicole con scrofe per la produzione e vendita di suinetti (sito 1 e 2)
    - Aziende suinicole a ciclo chiuso
    - Aziende suinicole da ingrasso di suini DOP
    - Aziende suinicole da ingrasso non-DOP
  3. Sviluppo di un software come strumento di benchmarking economico per le aziende suinicole
  4. Analisi dei costi di macellazione dei suini in imprese regionali di macellazione
  5. Analisi delle strategie di mercato delle imprese di trasformazione delle carni suine (macellazione, lavorazione e stagionatura)

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del FEASR per un progetto approvato a valere sul PSR Emilia-Romagna 2014-2020 – Tipo di operazione 16.1.01 FA 3A, domanda n.5112935, per un importo di spesa ammessa per l’Università Cattolica pari a €74.564,40, e un contributo di € 52.195,08.

 


Il gruppo di ricerca del prof. Stefano Poni partecipa al piano di innovazione coordinato dalla Cantina dei Colli Romagnoli Societa` Cooperativa Agricola ha l’obbiettivo di implementare una piattaforma informatica in grado di monitorare e tracciare le operazioni colturali in vigneto e la qualità delle uve durante l’intera stagione vegeto-produttiva, basata sull’elaborazione dei parametri analitici, sulla previsione e programmazione della vendemmia tramite valutazione dei dati climatici e sulla verifica del registro dei trattamenti, in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale.

In particolare, il Piano mira a raggiungere i seguenti obiettivi specifici:

  • Geolocalizzazione dei sopralluoghi tecnici e dei campionamenti delle uve per la costruzione delle curve di maturazione, al fine di standardizzare le procedure adottate annualmente e ottenere risultati mirati al raggiungimento degli obiettivi aziendali;
  • Integrazione di un modello in grado di prevedere i principali parametri chimico-fisici delle uve, sulla base dell’andamento storico e dei dati climatici, al fine di stimare l’epoca di raccolta e ottimizzare le attivita` in cantina;
  • Verifica della conformita` dei trattamenti fitosanitari, basata su database aggiornati in tempo reale, al fine di ottemperare, in maniera piu` efficiente, agli obblighi normativi nonche´ rispondere alle esigenze dei mercati esteri circa l’assenza di residui di specifici principi attivi nei vini;
  • Messa a punto di linee guida per un uso piu` sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Il presente Piano si prefigge i seguenti risultati:

  • Conformità delle uve dal punto di vista fitosanitario, secondo la Direttiva n. 128 del 21 ottobre 2009, attuata con Decreto Legislativo n. 150 del 14 agosto 2012;
  • Rispetto dei tempi di carenza delle uve conferite in cantina;
  • Tracciabilità dei principi attivi utilizzati per la difesa fitosanitaria delle uve al fine di eliminare, totalmente o in maniera consistente, i prodotti aventi profilo tossicologico più pericoloso, seppur ancora ammessi. Nello specifico, si punta alla riduzione dell’utilizzo dei ditiocarbammati, particolarmente diffusi in viticoltura, per i quali vi è una sovraesposizione degli operatori, dei consumatori e dei cittadini;
  • Abbattimento dei rischi di non conformità nelle attuali certificazioni aziendali di qualità con certezza dell’esito positivo dei rinnovi annuali;

Semplificazione dei procedimenti interni per l’ottenimento di nuove certificazioni aziendali di qualità;

  • Miglioramento delle tempistiche necessarie per i sopralluoghi nei vigneti da parte dei tecnici con incremento della precisione dei siti oggetto dei rilievi;
  • Miglioramento in termini di stima dell’andamento della maturazione delle uve con conseguente incremento della precisione nella definizione delle date di apertura degli stabilimenti di lavorazione delle uve e una calendarizzazione ottimale del ritiro delle diverse varietà;
  • Miglioramento nella comunicazione con le aziende vitivinicole socie;
  • Miglioramento nella gestione del personale aziendale in termini di mansioni e dei quantitativi medi delle uve lavorate giornalmente durante il periodo vendemmiale;
  • Ottimizzazione dell’assistenza agronomica da parte dei tecnici verso i viticoltori;
  • Disponibilità, all’interno di un supporto informatico unico, dei dati sfruttabili anche per fini comunicativi in modo da avvicinare il consumatore finale.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo nell’ambito del REG. (UE) N. 1305/2013 - PSR 2014/2020 - MISURA 16 - Tipo di operazione 16.1.01 “Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura” - FA 3A., per un importo 11.141,84.


Il Progetto W2FLY2FEED coinvolge l’Area Protezione sostenibile delle piante e degli alimenti (referente dr. Emanuele Mazzoni) e ha l’obiettivo generale di valorizzare la gestione degli scarti delle aziende ortofrutticole/cerealicole per ottenere, per mezzo di larve di Insetti, alimenti per avicoli, nell’ottica di perseguire un’economia il più possibile circolare, in cui i prodotti mantengono il loro valore il più a lungo possibile e si minimizza la produzione di rifiuti e il relativo impatto sull’ambiente.

I principali risultati attesi con l’attuazione del progetto sono relativi alla valorizzazione degli scarti delle aziende orto-frutticole e cerealicole attraverso la digestione ad opera di larve di Hermetia illucens (Diptera: Stratiomyidae) e Tenebrio molitor (Coleoptera: Tenebrionidae).

Tale digestione permette di ottenere larve particolarmente ricche di grassi e proteine da destinare all’alimentazione nel settore avicolo, nel rispetto della normativa vigente, mentre il materiale residuo può essere più facilmente gestito con biocompost a fini agronomici.

Inoltre, il progetto permetterà una significativa riduzione/eliminazione dell’eventuale contenuto in micotossine della matrice di partenza rispetto a quello riscontrabile nelle larve e nel compost residuo, il miglioramento quali-quantitativo della biomassa in polli da carne e nella produzione di uova e, infine, la valutazione dell’impatto ambientale derivante dall’impiego di scarti vegetali attraverso un approccio life cycle assessment.

Il progetto è finanziato con un contributo complessivo di € 163.696,78 dal FEASR, nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 Emilia - Romagna – Tipo di operazione 16.1.01 - Sostegno per la costituzione e la gestione dei gruppi operativi del pei in materia di produttività e sostenibilità dell'agricoltura– Focus Area 3A – Progetto W2FLY2FEED n. 5112187.


La proposta progettuale si prefigge di valutare, mediante prove eseguite in allevamenti da latte, l’efficacia di specifici interventi mirati ad un miglioramento del benessere animale e alla prevenzione dell’insorgenza di mastiti e alla riduzione dell’uso di biocidi. Si valideranno protocolli operativi già preliminarmente testati con risultati positivi dai gruppi di ricerca coinvolti, intervenendo nell’intero ciclo di lattazione delle bovine, a partire dalla messa in asciutta, al parto e durante l’intera lattazione. Nell’ambito degli obiettivi generali, il progetto RABoLa si propone di valutare,

i) nel periodo della messa in asciutta dell’animale e nel periodo che segue il parto, l’effetto della somministrazione di Aloe arborescens, essenza vegetale ricca di composti immunomodulanti coltivabile in Lombardia, sulla risposta immunitaria degli animali asciugati senza antibiotici e

ii) durante la fase di lattazione l’impiego di pre e post dipping a base di una batteriocina prodotta da un ceppo di Lactococcus lactis subsp. cremoris che ha dimostrato un elevato potere battericida verso i principali batteri mastitogeni.

In entrambi i casi si valuteranno eventuali modifiche nella composizione microbica del fluido ruminale, delle feci e del latte dei gruppi di animali trattati vs quelli di controllo. Si potranno quindi verificare gli effetti di questi trattamenti a base di sostanze naturali sulla risposta immunitaria degli animali, sulla selezione/predisposizione, all’interno della ghiandola mammaria, della crescita di microrganismi in grado di contrastare l’insorgenza di mastiti bovine e contribuire, così, ad un maggior benessere animale e ad maggior tutela del consumatore per la maggior sicurezza del prodotto (minor rischio di assumere residui di antibiotici) e dell’ambientale (minor rischio di sviluppare ceppi antibiotico-resistenti). In aggiunta, si focalizzerà l’attenzione sull’individuazione di sostanze naturali/molecole, impiegate per la sanificazione del materiale e/o per un impiego terapeutico, mirato e selettivo, in grado di inibire selettivamente la crescita di Prototheca, in caso di infezione clinica diagnosticata.

All’interno del progetto, il partner DIANA (UCSC) con Referente Erminio Trevisi, si occuperà di mettere a punto i protocolli di ricerca per la messa in asciutta con i diversi protocolli e della preparazione del nutraceutico in una forma stabile per l’uso in allevamento. DIANA caratterizzerà lo stato immunitario e metabolico di tutte le bovine coinvolte nel progetto dalla messa in asciutta alle fasi iniziali della lattazione ed eseguirà controlli sulle condizioni di benessere degli allevamenti reclutati nello studio. DIANA eseguirà le sperimentazioni animali sulle bovine alla messa in asciutta ed eseguirà i controlli sanitari per l’intera sperimentazione; valuterà la composizione chimica e di alcuni marcatori fisiologici nel latte, feci e rumine; ed effettuerà la caratterizzazione sugli esosomi con le successive valutazioni genomiche.

Sito del progetto: https://sites.unimi.it/rabola/

Rabola è supportato dal finanziamento dei progetti di ricerca in campo agricolo e forestale - d.d.s. 28 marzo 2018, n. 4403 della Regione Lombardia

Il comparto lattiero caseario riveste per la regione Lombardia un'importanza strategica dal punto di vista economico e sociale. Per rispondere alle richieste dei consumatori, le aziende di bovini da latte lombarde devono affrontare una serie di criticità riguardanti il benessere animale e l'impatto ambientale, mantenendo e possibilmente migliorando la redditività dell'impresa. Il progetto BENELAT ha lo scopo di monitorare e migliorare il benessere animale attraverso interventi immediati dal punto di vista del management dell'azienda e degli animali, e più a lungo termine di tipo genetico. Il progetto si propone di raccogliere da almeno 6 aziende di bovine  da latte di razza Frisona localizzate in Lombardia non meno di 1000 campioni di sangue e latte, sui quali verranno effettuate analisi metaboliche, genomiche e di qualità del latte. In queste aziende saranno raccolti, oltre ai dati individuali sugli animali (data del parto, ordine di parto ecc.) anche dati aziendali e manageriali utili per la stima del benessere animale e dell'impatto ambientale attraverso analisi LCA (Life Cycle Assessment).

www.benelat.it


Il progetto “RIcupero Caratterizzazione COLtivazione del Mais Antico (RICOLMA)” è cofinanziato dall'operazione 16.1.01 del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna (PEI Agri Focus Area 4A) ed è coordinato dal Prof. Adriano Marocco e dal Prof. Matteo Busconi. Le varietà tradizionali locali o landrace di una specie coltivata sono popolazioni dinamiche che possiedono un’origine storica, un’identità definita non soggetta a un miglioramento varietale formale, hanno una certa variabilità genetica, sono adattate alle condizioni locali ed associate a un sistema colturale tradizionale. Le landrace sono in genere meglio adattate, rispetto alle cultivar moderne, alle condizioni marginali e agli stress abiotici; inoltre sono in genere più interessanti dal punto di vista sensoriale e organolettico e quindi molto ricercate da parte di una nicchia di consumatori in forte espansione. Tuttavia, a partire dai primi decenni del secolo scorso, in molte aree europee, e anche in Emilia-Romagna, si è verificata un’estinzione delle landrace, soppiantate da cultivar moderne più produttive, ma di solito meno interessanti sul piano del gusto. La loro scomparsa non è solo una perdita per i luoghi dove esse venivano coltivate tradizionalmente, ma rappresenta anche la perdita di importanti risorse fitogenetiche. Scopo del progetto RICOLMA è valorizzare le varietà di mais tradizionali presenti in Emilia-Romagna, abbandonate da tempo nelle grandi colture, che rappresentano fonti di variabilità genetica per caratteristiche qualitative della granella e per l’adattamento all’ambiente. Il progetto vede il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Pavia, del Centro Ricerche Produzioni Vegetali (CRPV) e di 11 aziende agricole diffuse sul territorio dell’Emilia-Romagna.


Il dipartimento DI.PRO.VE.S è partner FarmCO2Sink (), un Gruppo Operativo (GO) della Regione Emilia-Romagna (responsabile scientifico prof. Stefano Amaducci) che si propone di individuare, in sistemi produttivi agro-forestali della Provincia di Piacenza, i sistemi conservativi più efficienti in termini di sequestro biologico del C a livello di azienda agricola e la riduzione delle emissioni di gas serra clima alteranti (GHG). Il territorio di interesse di FarmCO2Sink è la provincia di Piacenza, dalle aree fluviali lungo il Po, passando per le zone rurali della pianura fino ai terreni declivi e ai boschi di faggio dell'alta Val Nure. Quattro sono i sistemi produttivi agro-forestali indagati all'interno di Farm CO2Sink (Fig. 1a): pioppicoltura in aree fluviali di pianura, coltivazione di specie poliennali da biomassa erbacee e arboree in ambienti marginali, coltivazione a strisce di miscanto lungo terreni declivi e faggeta di montagna. In FarmCO2Sink si promuove l'adozione di pratiche agricole conservative e tecniche forestali sostenibili (Fig. 1b). Il GO FarmCO2Sink condurrà una serie di sperimentazioni in campo che, abbinate ad una profonda analisi della letteratura, permetteranno di compilare un database (Inventory) necessario per la redazione di un bilancio del C e di uno studio dell'impronta carbonica (LCA) a carattere territoriale (kg CO2eq. ha-1). L'output finale di FarmCO2Sink sarà uno studio di LCA che quantificherà l'impronta carbonica dei sistemi produttivi agroforestali dalla fase di coltivazione e fino all'utilizzo dei prodotti agricoli con destinazioni tradizionali (combustione diretta) o alternative (Fig. 1c) quali l'arredamento (legno di faggio) e la bioedilizia (biomassa di miscanto).

https://dipartimenti.unicatt.it/diproves-progetti-di-ricerca-farmco2sink


Il Progetto BIANCOSEME seguito dalla prof.ssa Paola Battilani in qualità di coordinatore scientifico, coinvolge l'Area Protezione sostenibile delle piante e degli alimenti del DIPROVES. Nello specifico il piano coordinato da CO.P.A.P. soc. coop. a r.l., vede la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – DIPROVES quale ente di ricerca, la partecipazione di: Blumen Group spa e de “Il Germoglio” cooperativa sociale soc. a r.l.; delle aziende agricole Ortomio di Mackintosh Anne Clare, Saturi Sergio, Franco & C. s.s., Gruppi Massimiliano, Rastelli Francesco; del Centro di formazione, sperimentazione e innovazione “Vittorio Tadini” soc. cons. a r.l. e di Agrisilva s.c.t.p.

Il progetto mira ad incrementare i risultati ottenuti durante il progetto “Linee guida per il contrasto della fusariosi dell’aglio bianco piacentino” da cui era emerso il ruolo centrale assunto dal “seme” dell’aglio nella prevenzione della diffusione della fusariosi.

Gli obiettivi specifici di questo GO possono essere riassunti come segue:

  • Messa a punto di Interventi di miglioramento delle macchine per la preparazione del seme, al fine di ridurre i danni meccanici che costituiscono via preferenziale per la penetrazione nei bulbilli degli agenti responsabili del marciume secco dell’aglio;
  • Identificazione di metodi di Sanificazione dei bulbi, con l’impiego di tecniche a basso impatto, quali applicazioni di ozono e alte temperature/vapore, o di disinfettanti atossici
  • Messa a punto di trattamenti innovativi di concia del seme, con impiego preferibilmente di bioprodotti (quali antagonisti naturali), con tecniche innovative quali il film coating.

UNIVERSITA' CATTOLICA DEL SACRO CUORE è beneficiaria di un contributo del PSR Emilia-Romagna 2014-2020 – Tipo di operazione 16.1.01 domanda n.5116572, per un importo di spesa ammessa pari ad € 101.196,61.